Una delle più grandi difficoltà che un genitore incontra nel suo percorso genitoriale è legata alla gestione del sonno del bambino.
Molti genitori non si capacitano della tendenza dei loro bambini a svegliarsi più volte durante la notte, della variabilità con la quale si verificano i risvegli notturni. O della difficoltà nel controllare i ritmi di sonno durante la notte, così come nel gestire la routine della nanna serale.
E quando lo stress e la frustrazione raggiungono livelli elevati molti genitori richiedono a gran voce un metodo che consenta loro di gestire al meglio la situazione.
Nanna bambino: perché il “metodo” sembra sempre la scelta più sicura
Il metodo rassicura perché lo usano tutti. Fa sentire il genitore in linea con le norme culturali e sociali e ci si convince che faccia bene anche al bambino.
Tuttavia spesso si ricorre ad un metodo perché sembra che sia l’unica soluzione possibile di fronte alle difficoltà, perché pochi sono pronti ad accettare l’idea che esistano delle alternative.
Molti dimenticano il potere dell’ istinto che (vi sembrerà strano?!) abbiamo ancora inscritto nel nostro patrimonio genetico e talvolta ha molto più valore di una qualsiasi altra opinione esterna.

Come afferma la Psicologa Alessandra Bortolotti : ” Il metodo ignora e annulla le differenze individuali perché ci rende tutti uguali, omologabili”
L’argomento sonno va inserito all’interno di una cornice di riferimento formata dal bambino con la sua storia pre e post natale. Il suo temperamento, la relazione e lo stile di attaccamento che ha con quel tipo di genitori all’interno di un contesto ambientale con caratteristiche proprie.
Le variabili da considerare dunque sono tante e talvolta complesse. Ed è anche per questo motivo che una modalità di addormentamento può andar bene per un bambino, ma non può esserlo per un altro.
Il metodo per far fare la nanna ad un bambino, quali causano stress
Alcuni metodi per far dormire un bambino rischiano di creare esperienze stressanti soprattutto se richiedono assenza di vicinanza e sostegno affettivo.
La reazione allo stress è caratterizzata da una serie di reazioni fisiologiche tra le quali l’aumento del cortisolo, che nel tempo peggiorano lo stato di salute dei bambini.
Tali metodi non solo si allontanano dalla fisiologia ma spesso lasciano i genitori con un maggiore senso di inadeguatezza e di frustrazione proprio perché non riescono ad attuarli e a raggiungere i desiderati obiettivi.

Durante i miei gruppi con i genitori cerco di rispondere ad un altro bisogno, forse troppo poco riconosciuto: quello di acquisire maggiori informazioni sul sonno dei piccoli per comprenderne la natura e la fisiologia.
Lo scopo è dare alle famiglie la possibilità di recuperare la capacità di sentirsi genitori efficaci.
Ovvero capaci di poter trovare la propria strada, indipendentemente da metodi, modalità di “addestramento”, routine e orari precisi che debbano andar bene a ogni famiglia.
La vera sfida potrebbe essere quella di crescere un figlio senza alcun metodo bensì attraverso la possibilità di mettersi in relazione con il bambino che si ha di fronte.
Ascoltando con il cuore e talvolta con il proprio istinto. Dando valore alla relazione unica e irripetibile e imparando a rispettarsi reciprocamente.
Questa nuova prospettiva consente al genitore di percepire le proprie competenze e riappriopriarsene.
Talvolta questo comporta una messa in discussione dei vissuti personali, delle proprie esperienze infantili, dell’idea del: “si è sempre fatto così e siete cresciuti benissimo”…
E dell’affrontare con compassione le eventuali ferite della nostra infanzia, per poter separare ciò che appartiene alla storia personale da ciò che appartiene alla storia dei propri cuccioli evitando proiezioni talvolta dannose.
Scrivici per conoscerci e sapere di più sul nostro approccio!